let's not talk about bombs.

"Would you tell me, please which way I ought to go from here?" "That depends a good deal on where you want to get to," said the Cat. "I don't much care where --" said Alice. "Then it doesn't matter which way you go," said the Cat.
giovedì, 03 luglio 2008

FIRST DAY OF MY LIFE



Remember the time you drove all night
Just to meet me in the morning
And I thought it was strange you said everything changed
You felt as if you'd just woke up
And you said “this is the first day of my life
I’m glad I didn’t die before I met you
But now I don’t care I could go anywhere with you
And I’d probably be happy”

So if you want to be with me
With these things there’s no telling
We just have to wait and see
But I’d rather be working for a paycheck
Than waiting to win the lottery
Besides maybe this time is different
I mean I really think you like me

http://www.youtube.com/watch?v=o5rhhQbyYV0

 

postato da EvaGreen alle ore 15:46 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria:


venerdì, 30 maggio 2008

lontano, lontano

no, non era vero che sto bene

postato da EvaGreen alle ore 14:41 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria:


domenica, 25 maggio 2008

non saprai mai che..

per dirti quel che c'è, t'avevo fatto un disegno. nulla di speciale, nè più nè meno una cosa elementare. un piccolo ragno che inizia a salire le scale. Le scale che portano al cielo. Ma il cielo è nebuloso e le scale son spezzate, irregolari, e le scale non finiscono, e nessuno sa se il ragnetto ce la farà.

sky 002

Quando abbiamo 5anni le maestre ci fan disegnare per capire se siamo felici. Solitamente i bambini disegnano case, cuori, animali.. Io disegnai la casa del diavolo. Avevo paura, una paura folle che la notte mi prendesse per i piedi e mi trascinasse sotto al letto. Sotto al letto, c'era il vuoto, sia chiaro. I buchi neri dello spazio. Quindi l'abat-jour era accesa, costantemente, e al 1°incubo dovevo correre per salvarmi, buttandomi a pesce sul lettone dei miei. Delle volte credo che se m'avessero parlato, ascoltata, adesso sarei più forte. E invece eccomi qui, quel ragnetto stilizzato che cerca di farsi strada nel mondo, ma chi lo sa poi dove sta andando.

In tutto questo, dirai, dove sei? Perchè il disegno l'ho fatto pensando a te?

Non è certamente per un'infantile paura condivisa da mezzo mondo, del buio e del silenzio.. Ma perchè sei un pezzo di quel cielo stanco, che s'accontenta del grigio e si disperde nel niente. E mi fa rabbia, mi delude, perchè in te vedo me, quando non so portare avanti i miei sogni, quando li trascino sotto le coperte e chiudo i balconi invece di provare a realizzarli. Quando m'hai scritto della tua insoddisfazione, t'avrei dato una pacca sulla spalla, come si fa con i vecchi amici. I difetti in comune sì, si possono avere. Ma la domanda è..Perchè ciò che mi attrae di te è quello che odio in me?

postato da EvaGreen alle ore 14:39 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria:


martedì, 01 aprile 2008

we've been had

Well, I see myself change as the days change over

postato da EvaGreen alle ore 09:38 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria:


mercoledì, 12 marzo 2008

no surprises

 

non c'è altro da dire.

postato da EvaGreen alle ore 18:48 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
categoria:


venerdì, 07 marzo 2008

don't worry baby...

 

 

quanto la dobbiamo desiderare una cosa perchè si avveri?

postato da EvaGreen alle ore 12:07 | Permalink | commenti (10) / commenti (10) (pop-up)
categoria:


sabato, 16 febbraio 2008

caffè

 

 

 

 

Non riesco a cancellarne gli occhi

Fissi sulla mia persona

Non riesco, saranno state le lucciole

O il profumo del caffè.

E mi pareva d’esser stretta

da finissimi fili di nylon,

e mi pareva

una morte dolce

E tu che tiravi le ombre,

ed io che scostavo lo sguardo

[ credendo così non m’avresti vista],

E tu che mi scrutavi l’anima

nel fondo di sbadigli

ed io che barcollavo come un vecchio ubriaco

[incapace di reggersi su una sedia quanto da bambino]

E tu,

ancora una volta,

a rubare dai miei cassetti

[che per riempire la notte di vita, è meglio svuotarli dalla finestra].

 

postato da EvaGreen alle ore 17:38 | Permalink | commenti (9) / commenti (9) (pop-up)
categoria:


lunedì, 11 febbraio 2008

Everyone into position

Di che materia sono fatti i sogni?

"E intanto sento come intorno a me rintrona e gira la folla avvolta da un vortice di vita, odo, vedo come vive la gente in realtà, vedo che la vita per loro non è stata preordinata, che la loro vita non si spezzerà come un sogno, come una visione, che la loro vita si rinnova eternamente, sempre eternamente giovane, e nessun'ora assomiglia all'altra, mentre la mia fantasia è triste, monotona fino alla volgarità, spaventata, schiava dell'ombra, del pensiero, schiava della prima nube che improvvisamente oscura il sole e riempie di angoscia un autentico cuore pietroburghese che ama così tanto il suo sole. Già, quanti pensieri in quell'angoscia! Allora senti che la fantasia, quella "inesauribile" fantasia, alla fine si stanca, si esaurisce in quella tensione permanente perché maturata, abbandona gli ideali presognati: essi cadono in polvere, si spezzano in frammenti; e se non esiste un'altra vita, allora ci tocca costruirla con questi frammenti. Ma intanto l'anima chiede e desidera qualcosa di diverso... Invano il sognatore rovista nei suoi vecchi sogni, come fra la cenere, cercandovi una piccola scintilla per soffiarci sopra e riscaldare con il fuoco rinnovato il proprio cuore freddo, e far risorgere ciò che prima gli era così caro, che commuoveva la sua anima, che gli faceva ribollire il sangue, fino a strappargli le lacrime dagli occhi, così ingannandolo meravigliosamente."

Le Notti Bianche, Dostojevski

postato da EvaGreen alle ore 12:25 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria:


domenica, 10 febbraio 2008

what sound

Oggi ascolto i Lamb..

[mentre mi cade la penultima zappata sui piedi e so che non è la più pesante]

postato da EvaGreen alle ore 22:56 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria:


giovedì, 24 gennaio 2008

Mi sto avvinghiando a nuove forme di vita. Come una foglia d’edera, come un gatto che si fa le unghie su una sedia, con rabbia e delusione, sto lasciando che il bianco sia bianco davvero. Non pensavo ci volesse tanto coraggio a smettere di aspettare, a smettere di fare qualcosa, come cercare un tramonto impressionista, o qualcosa che ci somigli intorno a me. Non posso guardare avanti se mi guardo attorno. I contorni del cerchio li percorro a memoria, le storie son sempre le stesse, cambia la scenografia, ma non arrivo mai al centro se ci giro in tondo. E’ finito lo spettacolo, hanno chiuso le tende. Penso non si possa provare indifferenza quando la gente finisce di batter le mani, e si è lì,alla soglia della porta del teatro, e il vento gelido di gennaio ti perfora la mente, e pensi a quanto bene si stava al caldo, e rimpiangi un po’ l’aria viziata della sala, e rimpiangi un po’ tutto quello che hai vissuto finora, ma devi tornare a casa perché si è fatto tardi, e camminando, pensi, sentirai sempre un po’ meno quel brivido iniziale, lo farai assopire abituando le ossa e la carne a immaginare qualcosa di più concreto dell’aria e delle stelle. E’ tutto lì, è solo questione di volontà, di una presa di posizione iniziale. Uscire dal cerchio. Tagliarlo a metà. Creare nuove forme.  kandinsky

[Kandinsky - Alcuni cerchi]

postato da EvaGreen alle ore 16:44 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria:


Chi sono

Utente: EvaGreen


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


Archivio

oggi
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Categorie

Links

Partecipano

Bottoni

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading*volte